carboidrati
La dieta Scarsdale
Novembre 18, 2008 | Author: rosisella | Archiviato in: Diete, Salute, Alimentazione
Elaborata circa 30 anni fa, la dieta Scarsdale è una tra le diete più popolari a livello mondiale, poichè promette la perdita di circa 10 chili in 2 settimane e perche si riteneva risvegliasse la passione per il benessere e per la cura del corpo, del vedersi e sentirsi bene.
Scritta sottoforma di libro, la dieta Scarsdale è diventata un best-seller della nutrizione, tanto che ancora oggi c’è chi vuole provarla. Ma perchè tanto successo?
Il libro “La dieta Scarsdale” appare per la prima volta negli Stati Uniti negli anni 70, scritta dal dottor Herman Tarnower, all’epoca dirigente di un centro cardiaco a New York ed inizialmente elaborata per i suoi pazienti. Quindi ogni paziente cardiopatico seguiva questa dieta creata dal suo stesso cardiologo.
Secondo i racconti dello stesso Dott Tarnower, questa dieta cominciò a diffondersi rapidamente tra i pazienti, i loro familiari e i loro amici, attirati dall’idea di poter perdere 10 chili in 2 settimane.
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La dieta Atkins
Settembre 25, 2008 | Author: rosisella | Archiviato in: Diete, Salute, Alimentazione
La dieta Atkins fu creata dal Dottor Atkins fra gli anni 70 e 80, ed è negli anni diventata molto popolare non solo negli Stati Uniti ma anche nel resto del mondo. Ancora oggi, dopo la morte del suo creatore, è molto seguita.
Questa dieta si basa sull’eliminazione di alcuni alimenti, con l’obbiettivo di perdere una gran quantità di peso in poco tempo. Il problema è però che questa perdita di peso viene fatta in modo poco idoneo e salutista per il nostro organismo, perchè porta in poco tempo complicazioni e alterazioni dell’ equilibrio del metabolismo.
La base della dieta Atkins è eliminare in maniera drastica e radicale tutti i carboidrati dall’alimentazione giornaliera, tanto quelli complessi (pane, pasta, cereali, riso, patate, farina e derivati fatti con farina), quanto quelli semplici (zuccheri, frutta). L’alimentazione delle persone che seguono questa dieta è include carni, pesce, uova e alimenti grassi.
Dobbiamo ricordare che i carboidrati sono la principale fonte di energia per il nostro organismo e che il cervello è l’unico organo che si alimenta esclusivamente di glucosio. Una parte dei carboidrati che consumiamo si trasforma in “glucosio” (questo processo avviene all’interno del fegato) e questo glucosio viene immagazzinato per essere utilizzato in caso di digiuno o bisogno, come prevenzione. Il problema è che queste riserve di glucosio non durano a lungo.
Queste riserve di glucosio vengono utilizzate per mantenere l’attività del cervello e dei muscoli, ma quanto finisce la riserva di glucosio l’organismo reagisce in modo da sopravvivere, formando i cosiddetti “corpi chetonici” , sostanze che danneggiano il cervello e possono produrre un “coma per chetosi”.
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La dieta Zona
Agosto 14, 2008 | Author: marzia | Archiviato in: Diete, Salute, Alimentazione

Il dott, Barry Sears, creatore della dieta a zona, sostiene che equilibrando i tre macronutrienti principali (proteine, grassi e carboidrati) si può raggiungere uno stato fisico e mentale ottimale, insieme al vantaggiodi ridurre il grasso corporeo in eccesso (se presente).
Questi tre grandi benefici si ottengono grazie a:
1) Regole basilari
2) Controllo nella produzione d’insulina e glucagone (questa dieta diminuisce lo stimolo della produzione d’insulina)
3) Controllo della produzione di eicosanoidi “buoni e cattivi”
In cosa si basa questa dieta?
Nel mantenere un corretto rapporto tra proteine e carboidrati ogni volta che si mangia. Il corretto rapporto è di circa 0,75 g, ossia 3 g di proteine ogni 4 g di carboidrati. L’ intervallo accettabile è compreso tra 0,6 e 1. In questo modo si evita di raggiungere lo stato di chetosi, garantendo al fegato una scorta sufficiente di carboidrati per far funzionare il cervello.
Quindi ciò che differenzia questa dieta non è l’apporto di calorie, bensi l’apporto di carboidrati.
Le Regole
- Riduzione dell’apporto di carboidrati per fare diminuire la produzione d’insulina. L’apporto di carboidrati è sufficiente solo per le riserve epatiche, muscolari e per il cervello.
La dieta ipoproteica o microproteica
Giugno 20, 2008 | Author: rosisella | Archiviato in: Diete, Alimentazione
Definizione: è una dieta classificata come “dieta alla moda” perchè non rispetta tutti i parametri di una dieta salutista, e costringe l’organismo ad utilizzare grassi di deposito perchè l’introduzione di proteine è molto bassa e il contenuto calorico della dieta è molto ridotto (1300 calorie al giorno).
La dieta dura al massimo 4-5 settimane e si possono perdere da un kilo fino a un kilo e mezzo a settimana.
Come funziona: un regime ipoproteico accompagnato da una significativa riduzione di calorie, oltre che a una riduzione di carboidrati nell’alimentazione quotidiana fa perdere peso velocemente perchè costringe l’organismo a bruciare i grassi di deposito per fornire le calorie necessarie alle funzioni dell’organismo. Inoltre, per scindere ed assimilare le microproteine l’organismo consuma più calorie rispetto a quelle necessarie per assimilare i carboidrati e i grassi.
Per scindere, assimilare e riutilizzare le microproteine il metabolismo può aumentare fino al 70% anche per 10-12 ore.
Tutte le proteine hanno un elevato potere saziante proprio perchè sostano a lungo nell’apparato digerente.
Secondo questa dieta, ogni giorno, deve essere consumato un alimento a base di microproteine, senza trascurare altri alimenti proteici come la carne di manzo e di vitello, il pesce o i legumi.
I formaggi vanno limitati a due volte la settimana e le uova non più di due a settimana.
I condimenti ammessi sono: olio extravergine di oliva (massimo due cucchiai al giorno), poco sale (un cucchiaino al giorno), aceto di vino bianco, succo di limone e spezie a volontà.
Le cotture permesse sono: ai ferri, al forno, alla griglia, al vapore, al forno a microonde.
Per dolcificare caffè thè e tisane sono permessi solo due cucchiaini di zucchero.
Usi della dieta: i suoi creatori hanno consigliato di utilizzare questa dieta solo per brevi periodi (non più di 5 settimane) e solo nei casi in cui ci sia necessità di perdere peso in poco tempo. Inoltre, deve essere seguita da persone in buona salute perchè la riduzione di proteine può causare danni all’organismo. Non può essere quindi seguita da chi soffre per patologie dei reni o del fegato e deve essere comunque accompagnata da molti liquidi.
Il mantenimento: una volta raggiunto il peso desiderato o finite le 5 settimane di dieta, bisogna tornare ad un regime alimentare corretto attraverso la reintroduzione dei carboidrati che devono fornire dal 55 al 60% delle calorie totali giornaliere
Un esempio di menù
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Lunedì |
Martedì |
Mercoledì |
Giovedì |
Venerdi
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Sabato |
Domenica |
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Colazione |
1 Tazza di tè o caffè, 3 fette biscottate |
Uno yogurt magro (125 gr) |
1 tazza di tè o caffè, 2 biscotti secchi |
1 yogurt magro 8125 g) |
1 tazza di tè o di caff , 3 fette biscottate |
1 yogurt magro |
1 tazza di tè o caffè 2 biscotti secchi |
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Spuntino |
1 mela piccola |
1 albicocche |
1 kiwi |
150 g ananas fresco |
Un pompelmo |
Una pera media |
1 frutto |
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Pranzo |
150 g petto di pollo cotto alla griglia Insalata di verdure crude miste |
100 g di carne di manzo ai ferri Verdure miste (carote, carciofi, cavolfiore) al vapore 30 g di pane |
150 g bresaola condita con succo di limone, insalata di verdure crude miste |
2 uova alla coque o sode, zucchine peperoni e melanzane alla griglia |
20 g di sogliola alla griglia, puè di verdure miste (patate, carote, zucchine) |
150 g di coscia di pollo cotta al forno e a spinaci al vapore |
150 g di carne di manzo ai ferri radicchio alla griglia |
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Cena |
15 g di prosciutto crudo privato di grasso superficiale Zucchine e patate al vapore. |
Spiedini preparati con 150 g di petto di tacchino peperoni, pomodori e cipolle cotti alla griglia |
200 g di nasello cotto al forno e aromatizzato con limone. Patate, zucchine e carote al vapore. |
200 g di crema di legumi misti (fagioli, piselli, lenticchie, ceci) 50 g di prosciutto crudo privato del grasso visibile. |
150 g di prosciutto cotto, insalata verde |
100 g di formaggio magro (fiocchi di latte) ricotta o mozzarella light con 30 g di pane. |
150 gr di petto di tacchino Verdure crude. |
Punti favorevoli di questa dieta:
- Perdita di peso in poco tempo
- Stimola la perdita di peso
Punti negativi:
- Provoca la produzione di corpi chetonici
- Basso consumo di caboidrati
- Non può essere seguita da persone malate, specialmente a fegato e reni
- Non può essere seguita per più di 5 settimane
La Dieta Gift
Aprile 1, 2008 | Author: rosisella | Archiviato in: Diete, Salute, Alimentazione
GIFT: acronimo di “Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono”. Queste sono infatti le quattro caratteristiche peculiari di questa dieta, creata dal Dottor Attilio Speciali e da suo fratello Luca, originalmente come un regime alimentare per sportivi, e adottata in seguito anche per perdere peso senza contare le calorie e senza soffrire la fame.
Gli obiettivi di questa dieta sono:
- l’attivazione del metabolismo
- la calma insulinica
- la qualità dei nutrienti
La stimolazione del metabolismo:
come molti sapranno, per poter perdere peso bisogna accelerare il metabolismo, che in molti può essere piuttosto lento, per svariati motivi. Molte diete diminuiscono severamente le calorie, e questo rallenta il metabolismo, come anche consumare 1 o 2 pasti al giorno. Per questo motivo la dieta GIFT non si basa unicamente sul banale concetto di “mangiare meno”, ma comprende una attività fisica che permetta di attivare il metabolismo.
Gli errori più comuni dell’alimentazione all’italiana
Febbraio 9, 2008 | Author: rosisella | Archiviato in: Salute, Alimentazione
L’alimentazione all’italiana è conosciuta a livello mondiale soprattutto per il suo gusto, che piace a molti. Negli anni è diventata famosa anche per la moda della dieta mediterranea e per la sua utilità nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ma c’è da dire che questo tipo di alimentazione non è perfetta: per primi noi Italiani commettiamo ancora molti errori nell’alimentazione.
Gli errori più frequenti sono:
- Saltare la colazione. La colazione è il pasto più importante della giornata: chi non fa colazione rallenta il suo metabolismo, soffre più di affaticamento, ipoglicemia, rallentamento dell’agilità mentale e delle attività intellettuali, oltre a rendere più difficile il mantenimento di un peso sano o la perdita di peso. In Italia gran parte della popolazione salta la colazione, assumendo spesso solo caffè, e ciò rappresenta un grande errore che va contro i principi di una sana alimentazione.
- Fare una colazione ricca di zuccheri. Il 90% degli italiani che fanno colazione al mattino utilizza alimenti ricchi di calorie e poveri di nutrienti, come cornetti e brioches, paste, biscotti, ecc. Una colazione ottimale dovrebbe invece essere composta da alimenti proteici (latte, yogurt), deve apportare carboidrati sani (fette biscottate, pane) e frutta, sia in succo che fresca.

