L’indice glicemico

luglio 25, 2007 | Autore: rosisella | Scritto in: Alimentazione

La definizione di Indice Glicemico (IG), data dagli esperti della FAO / OMS dal 1997 è la seguente “Si definisce come Indice Glicemico l’area incrementale sottostante la curva glicemica dopo l’assunzione di porzioni test di alimenti di contenenti di 50 g di carboidrati, espressa in percentuale rispetto alla curva prodotta nello stesso soggetto dall’assunzione di un’analoga quantità di carboidrati fornita da un alimento scelto come standard di riferimento”.(1)

In parole più semplici, l’ Indice Glicemico (IG) sarebbe la risposta del nostro organismo all’ assunzione di cibi con carboidrati, in quanto si incrementa la glicemia nel sangue dopo aver mangiato una porzione di un alimento specifico o la combinazione di due o vari alimenti.

Anni fa, si credeva che i carboidrati semplici (zucchero, fruttosio e il galattosio) fossero gli unici ad elevare i livelli di zucchero in sangue. Ma con lo studio dell’ IG degli alimenti si sono fatte interesanti scoperte e progressi nell’ area della Nutrizione e della Salute, visto che oggi giorno si sa che alimenti come la patata hanno un IG più alto dello zucchero, e che devono essere controllate nella dieta dei pazienti Diabetici e con sindrome metabolica.

 

Questa scoperta è stata positiva per pazienti diabetici e per pazienti con sindrome metabolica. Si possono prescrivere diete controllate nell’ Indice Glicemico più che prescrivere diete controllate in carboidrati come si faceva prima di scoprire la funzione dell’indice glicemico, fattore positivo per mantenere il controllo della glicemia e dei livelli di insulina in questi tipi di pazienti in maniera più efficace.

 

Il tradizionale sistema di scambio dei cibi, consigliato da tutte le Associazioni dei diabetici, in base alla equivalenza quantitativa in carboidrati, è stato ormai integrato con il concetto degli indici glicemici. Con tale espressione Jenkins e Wolever hanno voluto valorizzare la diversa risposta glicemica, ossia l’area incrementale della curva glicemica dopo l’ assunzione dei singoli glicidi, predisponendo una tabella di comparazione rispetto alla risposta al glucosio, convenzionalmente uguale a 100. (1)

 

Come si fa a conoscere l’Indice Glicemico di ogni alimento?

Il modo di farlo è sperimentalmente. La persona che partecipa allo studio deve stare a digiuno, poi mangia dei diversi cibi gia controllate che abbiano 50 g di carboidrati. Dopo se li prende una mostra di sangue dopo i 30 minuti, 60 minuti e 12 minuti di aver ingerito l’alimento. Nel laboratorio si calcola i livelli di glicemia di ogni mostra e si sa come è la risposta su i livelli di glicemia dopo il consumo di ogni alimento, sapendo cosi quali alimenti hanno più o meno Indice Glicemico.

Il valore di riferimento più alto è il glucosio con valore di 137 IG, dopo ci sta il pane bianco con valore di IG di 100, la miele pure 100, il lattosio 65, il fruttosio 32, e cosi tutti gli alimenti con contenuto di carboidrati hanno un suo valore di IG.

L’ indice glicemico si ricava calcolando:

indice-glicemico.gif

 

Altri apporti positivi sullo studio dell’ IG sono il fatto di aver ampliato le conoscenze sulle interazioni dei nutrienti. Ad esempio, i grassi rallentano lo svuotamento gastrico e quindi modulano i tempi di assorbimento anche dei carboidrati semplici assunti contemporaneamente, tuttavia sia i grassi che le proteine contribuiscono ad incrementare la risposta insulinemica rispetto a quanto avrebbe fatto lo stesso cibo glucidico assunto isolatamente. È proprio questa mole di sperimentazioni controllate anche con pancreas artificiali, che ha permesso una maggiore liberalizzazione alimentare. Si è dimostrata proponibile l’assunzione di piccoli quantitativi di zuccheri semplici, in sostituzione isocalorica e isoglicidica di cibi amidacei, purchè nell’ambito di un pasto misto. (1)

 

È importante sapere che l’indice glicemico degli alimenti dipende non solo dalla composizione di carboidrati dell’ alimento ma anche da altri diversi fattori come: la cottura, il tipo di preparazione dell’ alimento e la provenienza del cibo. Per esempio il riso bianco ha un IG che va dal 52 fino al 132, dipende dalla cottura, dalla percentuale di carboidrati, dalla presenza di altri legumi, ecc.

 

È evidente che l’indice glicemico dovrà essere esteso dal singolo alimento a dei piatti oppure a dei pasti completi, ma è in questa direzione che nascono anche le riserve sulla sua applicabilità (grande variabilità individuale e tra individui diversi, appiattimento dei dati nell’ambito dei pasti misti. (1)

 

Tuttavia su questa strada liberalizzatrice bisognerà muoversi con estrema cautela, evitando assolutamente che i diabetici poco informati confondano e trasformino una concessione “ragionata”, nel modo e nel tempo, con intempestive e pericolose semplificazioni del problema dietetico. (1)

 

Indice Glicemico e Concessione Meditata di Zuccheri nella dieta del Diabetico:

 

Fino a pochi anni fa la quota glucidica nel paziente diabetico era ristretta esclusivamente ai cibi amidacei con esclusione degli zuccheri semplici, cosiddetti a “rapido assorbimento”, con tolleranza per poche varietà di frutta (generalmente mele) e verdure a foglia.(1)

 

La proibizione era assoluta per il saccarosio e di conseguenza per tutti i dolciumi, fino al punto di accentrare in questo assioma il concetto stesso di dieta “antidiabetica”, ignorando, o quasi, il problema energetico globale e quello della quantità e qualità dei grassi.(1)

 

La suddivisione scolastica in zuccheri “complessi e semplici”, che in passato aveva rappresentato un confine quasi invalicabile per i diabetici, ha invece perso una buona parte del suo significato. Ciò è dovuto anche alla scoperta dell’indice glicemico degli alimenti, inteso come un diverso impatto dei cibi sulla glicemia e sulla insulinemia, da ricollegare a molteplici fattori tra cui: la prevalenza di amilosio o di amilopectina, alcune manipolazioni tecnologiche dei cibi, l’influenza della cottura, la presenza di fibre e di anti-nutrienti o più realisticamente rispetto agli effetti di un cibo assunto isolatamente, le interazioni con grassi, proteine e sodio che in qualche misura interferiscono sulla velocità dell’assorbimento intestinale. (1)

 

Conclusione:

Nel tema dell’indice glicemico ci sono ancora molte controversie, ci sono i gruppi di professionisti che utilizzano l’IG come principio per il trattamento dei pazienti con diabete mellito e sindrome metabolica, mentre esiste un altro gruppo di professionisti che non crede all’indice glicemico.

Molti studi su questo tema devono essere ancora sviluppati e investigati, per conoscere più a fondo il tema dell’IG e la relazione benefica per i pazienti. Ma di una cosa la scienza è sicura: una dieta ricca di alimenti con alto indice glicemico provoca l’ aumento del livello di glucosio nel sangue (aumenta la glicemia) in pazienti diabetici, e aumenta i livelli di Emoglobina Glicosilada (HbGl), e aumenta anche i livelli di insulina e la fame smisurata nei pazienti con Sindrome Metabolica.

 

 

 

 

Tabella Indice Glicemico degli Alimenti.

Cibo

IG (referenzia glucosio = 100)

IG (referenzia pane = 100)

Porzione del cibo

(g)

Carboidrati disponibili (g/porzione)

IG per porzione di cibo

Cornetto

67

96 ± 6

57

26

17

Coca cola

63

90

250 ml

26

16

Aranciata

68 ± 6

97

250 ml

34

23

Succo di mela

40 ± 1

57 ± 1

250 ml

29

12

Succo arancio

50 ± 4

71 ± 5

250 ml

26

13

Gatorade

78 ± 13

111

250 ml

15

12

Pane bianco

65

93

30

20

12

Riso bianco

61 ± 9

88 ± 13

30

12

7

All bran Kellogg’s

42 ± 5

60 ± 7

30

23

9

Muesli

49 ± 9

69 ± 12

30

20

10

Oat bran

59

84

10

05

03

Special K

69 ± 5

98 ± 7

30

21

14

Mela

44

63 ± 3

120

13

06

Banana

58

83 ± 3

120

23

13

Uva

49

70 ± 3

120

19

09

Kiwi

53 ± 6

75 ± 8

120

12

06

Mango

51 ± 5

73 ± 8

120

17

08

Arancio

42 ± 3

60 ± 5

120

11

05

Papaia

59 ± 1

84 ± 2

120

17

10

Pera

38 ± 2

54 ± 3

120

11

04

Pruno

29 ± 4

41

60

33

10

Fragole

40 ± 7

57

120

06

04

Cocomero

72 ± 13

103

120

06

04

 

Bibliografia:

(1) La Dietoterapia Del Diabete Mellito. Prevenzione e Terapia Dietetica. Eugenio Del Toma e Anna Santanocita. Il Pensiero Scientifico Editore. Roma Ottobre 2005.

(2) Rivista Nutr Hosp 2006, (21: 55 – 60)

(3) American Diabetes Association. Nutrition Recommendations and Principles for People with Diabetes Mellitus. Position Statement Diabetes Mellitus. Position Statement Diabetes Care 2000; 23: S43 – S46.

 

 

 

xygoxen

2 persone hanno commentato

Salve mi chiamo Daniela Cavallo, ho 30 anni e sono alla 27° settimana di gravidanza e mi è stata riscontrato il diabete gestazionale (mio padre, mia madre e mio fratello, mie nonni paterni, con il diabete mellito tipo 2).
Volevo sapere dove posso recupare un elenco di tutti gli alimenti consigliati e sconsigliati per il diabete e per la gravidanza e se fosse possibile una linea guida di dieta da seguire.
Vi ringrazio per la cortese collaborazione.
Un saluto dalla futura mamma Daniela.

Daniela Cavallo scritto il 10 gennaio 2008 - 17:24 | Visit Link

Cara Daniela, il Diabete Gestazionale non è un gioco, e non si puo seguire una dieta trovata su una rivista o seguire una “lista” di alimenti consigliati, devi farti visitare e farti dare una dieta da un nutrizionista specialista in Nutrizione Clinica. Occhio alla tua salute e quella del tuo bambino. Auguri

rosisella scritto il 16 febbraio 2008 - 12:45 | Visit Link

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