Il rischio oncogeno alimentare

novembre 30, 2011 | Autore: andreaserra | Scritto in: Alimentazione,Salute

La malattie tumorali, come è tristemente noto, occupano un ruolo di primo piano per quel che riguarda il tasso di mortalità nel nostro Paese e non solo. Certamente molte sono le cause, ed ancora rimangono per lo più sconosciuti i vari meccanismi che portano alla loro manifestazione.

Alcuni tumori possono essere certamente combattuti anche con una sana alimentazione (si pensi soprattutto ai tumori del sistema digerente). Tuttavia, per nostra sfortuna ci sono anche molti altri agenti che favoriscono o meno l’insorgere di una lesione neoplastica.

Il rischio oncogeno alimentare, comunque, può essere classificato in vari modi:

Qualitativo: dovuto alla presenza di determinati agenti inducenti o promuoventi il processo tumorale, che possono essere composti cancerogeni diretti o indiretti. Possono essere presenti naturalmente nel cibo o svilupparsi a seguito di processi subiti dall’alimento (es. cottura)

Quantitativo: collegato all’iperalimentazione. Ad esempio un agente può divenire cancerogeno se assunto in quantità elevate.

Accidentale: se nell’alimento sono contenuti prodotti derivati da inquinamento biologico.

Da contaminazione: se nell’alimento sono contenuti eccessi di coloranti, additivi o pesticidi.

I processi che rendono cancerogeno un composto sono suddivisi in varie fasi: ingestione (ad esempio alimenti che contengono componenti potenzialmente tossiche), attivazione biologica (durante la quale il corpo umano cerca di smaltire tali componenti. Si possono in questa fase creare intermedi in grado di legare il DNA). A seguito di ciò il composto, in caso di legame al DNA, può creare mutazione e conseguente proliferazione tumorale.

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