Come progettare un intervento di educazione alimentare?

settembre 22, 2011 | Autore: andreaserra | Scritto in: Alimentazione

Un intervento di educazione alimentare non può limitarsi a fornire indicazioni di carattere nutrizionale ed avere come obiettivo unico quello

di fare adottare una sana alimentazione, ma deve saper andare oltre e promuovere un processo di formazione finalizzato ad aiutare le persone ad essere in grado di fare scelte responsabili per la salute al fine di acquisire autonomia e libertà.

Un saper essere, quindi, per conquistare un nuovo stile di vita, un consapevole modo di essere, capacità di scelte personali, e potersi esprim

ere in progetti di vita e migliorare la qualità della vita. Pertanto ogni progetto di educazione alimentare deve avere anche tra le finalità una dimensione etica, per far acquisire alle persone una specifica autonomia e libertà governate da una peculiare responsabilità al fine di evitare danni alla vita, alla salute ed alla società.

Nelle televisioni e nei mass media in genere sono sempre più presenti trasmissioni, articoli, e riviste riguardanti l’alimentazione. Tuttavia occorrerebbe che oltre le seguitissime rubriche su ricette di cucina venissero aumentati gli spazi inerenti la sana nutrizione, in modo da creare una coscienza nel telespettatore o nel lettore, in grado di analizzare e criticare i messaggi trasmessi, raramente da esperti in nutrizione. Sarebbe utile inoltre creare un’ “educazione del gusto”, correggendo le abitudini rischiose e promuovendo l’attività fisica ed un stile di vita sano in genere.

Quando si parla di nutrizione devono essere sempre rispettati tre aspetti fondamentali: quello biologico, quello sanitario e quello etnico. Infatti l’alimentazione deve necessariamente rispettare le tradizioni e adeguarsi a ciò che offre l’ambiente in cui si vive.

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