Il colesterolo: funzioni, metabolismo e rischi

marzo 14, 2011 | Autore: andreaserra | Scritto in: Alimentazione,Salute

Il colesterolo, probabilmente è il lipide più conosciuto, o sicuramente più considerato nell’opinione pubblica. Tuttavia quasi sempre se ne evidenziano le caratteristiche negative, legate ai rischi per la salute umana. Questo aspetto è certamente da tenere in considerazione, ma, al fine di formulare un’opinione complessiva sull’argomento, è necessario considerare anche le funzioni positive che questo nutriente svolge nel nostro organismo.

Le funzioni che il colesterolo svolge nel nostro organismo sono molteplici. Certamente di rilievo sono le seguenti:

- conferisce maggiore stabilità, regolando la fluidità delle membrane cellulari;

- è precursore dei glucocorticoidi (tra cui il più famoso è il cortisolo), che intervengono nel metabolismo di carboidrati, lipidi, e proteine soprattutto nelle situazioni di stress;

- è precursore dell’aldosterone, un ormone che regola l’escrezione di sali minerali ed acqua dai reni;

- è precursore di androgeni ed estrogeni, coinvolti nella funzione e nello sviluppo sessuale;

- è precursore della vitamina D, fondamentale nel metabolismo del calcio.

Una caratteristica del colesterolo è che esso non viene utilizzato dal nostro organismo a fini energetici. C’è da dire inoltre che non è solubile in acqua, e che quindi, per superare questo problema viene associato a particolari molecole, chiamate lipoproteine, in grado di veicolarlo nel sangue. Esistono diversi tipi di lipoproteine nel sangue: certamente le più note sono le LDL (Low Density Lipoprotein, o lipoproteine a bassa densità), e le HDL (High Density Lipoprotein, o proteine ad alta densità). Queste due tipi di molecole hanno funzioni opposte e, in particolare, le LDL sono deputate al deposito di colesterolo a livello dei tessuti extraepatici, mentre le HDL, al contrario, trasportano il colesterolo in eccesso dai tessuti extraepatici al fegato. Viene da sè che dovremmo mantenere bassi i livelli di LDL sanguigne (< 130 mg/dL) ed alte quelle di HDL (uomini >40mg/dL e donne >45 mg/dL). Una presenza eccessiva di LDL aumenta il rischio di una loro ossidazione e dell’instaurarsi di tutti i processi che favoriscono problematiche cardio-vascolari.

La maggior parte del colesterolo (i 2/3) viene prodotto dal nostro organismo, tuttavia possiamo ridurre i rischi cardiovascolari agendo sulla nostra dieta. Nello specifico gli alimenti a maggior contenuto di colesterolo sono quelli di origine animale:  uova, burro, carni, salumi, formaggi ed alcuni crostacei. Questi hanno alto contenuto di acidi grassi saturi, maggiormente predisponenti per le malattie cronico-degenerative.

Inoltre si consiglia un consumo adeguato di fibra, che, se presente a sufficienza, limita anche l’assorbimento delle componenti dannose per il nostro organismo.

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