Acidità e bruciore di stomaco

novembre 3, 2008 | Autore: rosisella | Scritto in: Alimentazione,Salute

Acidità di stomacoTutti abbiamo sentito almeno qualche volta la sensazione di bruciore nello stomaco, in occasione di una indigestione, a seguito di eccesso di bibite alcoliche, di condimenti nel cibo, o per una maggiore sensibilità della mucosa in quel momento. Ma quando l’acidità si trasforma in un problema frequente e cronico, la situazione cambia.
Le persone che soffrono di acidità costante o in maniera severa devono consultare uno specialista per determinare le cause e per poterla così eliminare.
Sono tante le possibili cause della acidità gastrica, tra cui le più comuni sono:tutti i tipi di gastrite, la ulcera gastrica o peptica, la ernia iatale, problemi di digestione, reflusso gastroesofageo, resezione gastrica, inadeguata alimentazione, ecc.
L’acidità di stomaco ha diversi gradi di intensità, da molto lieve a molto intensa.


L’acidità provocata per un eccesso di acido cloridrico può essere tanto intensa da bruciare il tessuto dell’ esofago, che alla lunga può anche provocare cancro dell’esofago, o addirittura portare ad uno stato di soffocamento a causa della salita dell’acido cloridrico fino al naso del paziente.
Qualunque sia la causa dell’acidità, la terapia nutrizionale è sempre la stessa.
Si devono eliminare:

  • Caffè (anche quello decaffeinato)
  • The
  • Bevande alcoliche
  • Cioccolato
  • Bevande gasate e dolci
  • Spezie e alimenti speziati
  • Pomodoro e succo di limone
  • Cipolla e aglio
  • Cannella
  • Alimenti ricchi di grassi
  • Gomme da masticare
  • Cibi molto freddi o molto caldi.

Tra le norme comportamentali dobbiamo:

  • evitare il fumo
  • evitare abiti troppo stretti
  • mantenere una postura eretta durante e dopo il pasto
  • consumare il pasto almeno 3 ore prima di andare al letto e dormire con la testa sollevata.
  • Lasciar passare almeno 1 – 2 ore dopo aver mangiato, prima di fare esercizio fisico.
  • Perdere peso se necessario
  • Non mangiare frettolosamente, masticando i cibi in modo adeguato.

È comunque sempre raccomandabile consultare a uno specialista.

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