L’intossicazione da Clostridium Botulinum

agosto 23, 2013 | Autore: andreaserra | Scritto in: Alimentazione,Salute

Il Clostridium Botulinum è un batterio anaerobio ed in grado di produrre tossine; cresce preferenzialmente tra i 25°C ed i 30°C, ma resiste comunque anche a temperature comprese tra gli 8°C ed i 45°C. Non cresce a valori di activity water <0,93 e  di pH <4,6.

Il Clostridium, per alcuni aspetti, si caratterizza rispetto a molti altri batteri responsabili dell’alterazione degli alimenti. Infatti questo batterio è particolarmente insidioso anche in condizioni apparentemente poco favorevoli alla sua crescita, a causa della sua capacità di formare spore molto resistenti. Inoltre è capace di produrre tossine molto pericolose ed, in effetti, l’intossicazione è causata proprio dall’ingestione di tali tossine.

Il botulismo spesso risulta mortale: i sintomi iniziano a manifestarsi nel periodo compreso tra le due ore ed i sei giorni successivi all’ingestione dell’alimento e prevedono inizialmente problemi di tipo gastrointestinali (vomito, diarrea, crampi addominali), vertigini, confusione. Tuttavia con lo sviluppo della malattia si arriva anche alla paralisi respiratoria.

L’infezione si contrae a seguito dell’ingestione di alimenti vegetali, conserve di carne e pesce ed alimenti sott’olio, sott’aceto o sottovuoto inscatolati male. Nello specifico particolare attenzione va posta con produzioni casalinghe ed artigianali.

Per evitare la crescita e l’infezione batterica si consiglia di acidificare gli alimenti, aggiungendo eventualmente nella giusta dose dei conservanti; in presenza di scatole bombate o con rigonfiamenti, si consiglia di eliminare l’alimento: il Clostridium, infatti, durante la sua crescita batterica, produce gas; si suggerisce, infine, di cuocere ulteriormente cibi sospetti: tale pratica, tuttavia, non è sufficiente nel caso fossero presenti nell’alimento tossine termoresistenti.

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